Sito SGPG
Un archivio personale che non mi costringe a parlare come un portfolio.
Costruire cose non basta, se poi restano disperse fra cartelle, repository, appunti e conversazioni.
Un portfolio tradizionale chiede quasi sempre di ridurre ogni progetto a una vetrina già conclusa: titolo, immagine, tre righe pulite. Ma molte delle cose più interessanti non sono ancora così. Sono tentativi, strumenti in uso, idee che hanno funzionato solo a metà, pezzi di lavoro nati da un problema concreto.
Mi serviva un posto per condividere entrambi: ciò che è diventato un progetto e ciò che sta ancora cercando la sua forma. E mi serviva che quel posto avesse una voce mia, non quella neutra di un tema o di un CMS generico.
Il sito non doveva limitarsi a mostrare il lavoro: doveva essere uno degli strumenti con cui lo tengo in ordine.
La stessa raccolta ha due letture. Quella chiara, editoriale, lascia spazio ai problemi, alle scelte e al racconto. Quella scura, più asciutta e quasi tabellare, è il lato che preferisco quando voglio vedere la struttura. Il bianco e nero non sono una skin da cambiare: sono due modi coerenti di guardare la stessa cosa.
Dietro non c’è un database da amministrare. C’è Markdown, perché un progetto è prima di tutto un testo che deve restare leggibile, spostabile e mio anche fuori dal sito.
Il sito è statico e costruito con Astro; Projects, Lab e Teaching sono collezioni di file Markdown con uno schema preciso. Il frontmatter contiene i dati che il layout deve conoscere, mentre il corpo conserva il racconto in sezioni: problema, idea, soluzione, risultato e dettagli tecnici.
La parte meno visibile è la console privata. Non è un pannello generico aggiunto dopo: conosce le collezioni, propone i campi giusti, salva modifiche minime nei file e permette di vedere un’anteprima prima di pubblicare. Le immagini passano da un crop scelto al caricamento, vengono ridimensionate nel formato utile e convertite in WebP.
- Ogni voce può nascere nel Lab e, quando ha abbastanza sostanza, essere promossa a Project senza ricopiarla.
- Esportazione e importazione tengono insieme testi e immagini: l’archivio non dipende dalla console per esistere.
- Pubblicare ricostruisce il sito statico; chi legge riceve pagine semplici e veloci, chi scrive mantiene un flusso su misura.
Adesso il sito è sia una presentazione sia un luogo di lavoro.
Posso condividere un progetto finito senza fingere che tutto il resto non esista, e posso tenere nel Lab gli esperimenti senza trasformarli in promesse. La forma resta abbastanza rigorosa da non diventare un mucchio di note, ma abbastanza personale da raccontare anche il modo in cui lavoro.
Non è un portfolio che contiene SGPG. È una parte di SGPG: una soluzione costruita per il problema di rendere visibile il lavoro mentre continua a cambiare.
- 01 readeril racconto, chiaro e disteso
- 02 indexla stessa raccolta, vista come struttura
- 03 consolela parte privata che conosce l’archivio
- 04 crop + WebPun dettaglio editoriale, senza uscire dal flusso
Astro · Markdown · Node.js · Sharp · Nginx · systemd
Astro genera pagine statiche a partire dalle collezioni; Node gestisce la console privata, l’anteprima e la pubblicazione. Il Markdown è la fonte di verità, quindi anche senza interfaccia i contenuti restano file normali, versionabili ed esportabili.
Il layout e l’editor condividono gli stessi vincoli: le proporzioni delle cover, gli stati, i campi e le sezioni non sono convenzioni lasciate alla memoria. Sono scritti nel codice, così l’archivio può crescere senza perdere la sua forma.