AI Usage Monitor
Uno strumento che uso ogni giorno e di cui non sapevo dire quasi niente.
Le piattaforme dicono quanto resta, non quanto in fretta lo stai spendendo.
Claude Code e Codex mostrano una percentuale e un’ora di reset. Da lì non si ricava se stai andando troppo veloce per arrivare a fine settimana, né quale lavoro ha consumato quella percentuale. E su un abbonamento il dollaro non è la risposta: a token non si paga, quindi un totale in euro descrive una fattura che non esiste. Inoltre, capita che Codex reietti in anticipo la quota, ma non è chiaro il perché
I dati ci sono già, su questa macchina.
Ogni sessione lascia un file con i token spesi; ogni CLI espone la quota residua. Manca il ponte fra le due cose: quanto vale, in percentuale di finestra, un milione di token. È l’unica quantità da misurare, e non si misura ovunque — solo dove un calo di quota è attribuibile a un lavoro preciso.
Un raccoglitore ogni 30 minuti, i token letti dagli archivi locali, e la conversione misurata solo sui passi attribuibili: due fine-turno vicini, con in mezzo un lavoro identificabile.
Si tiene d’occhio cosa succede a ogni intervallo, monitorando anche la situazione temporale contro quella di uso effettivo.
La calibrazione dice che i crediti sui passi attribuibili sono circa 1.390: le sessioni costano in quota meno di quanto la pagina dichiarasse, non di più, perché il consumo che non viene da qui non è più spalmato su di loro.
Quello che resta fuori non viene nascosto. Il 34% del consumo Codex non appartiene a nessuna sessione registrata su questa macchina — un altro computer, un modello senza tariffa — e compare come residuo esplicito, finestra per finestra. Una colonna vuota vuol dire non lo sappiamo, mai zero. Sono le sessioni locali sul mio pc, non sulla VPS.
Il monitor ha anche smontato le proprie ipotesi. Aveva registrato due reset arrivati con cinque giorni di anticipo, e due spiegazioni plausibili: che scattassero quando il tempo residuo scende sotto la quota residua, o che dipendessero dai crediti di reset dell’account. I dati raccolti dopo le contraddicono entrambe. Restano scritte, con il perché cadono.
Due finestre settimanali davvero consumate: Codex dal 13 al 20 agosto e Claude Code dal 12 al 19. Prima si riempiono giorno per giorno, poi gli stessi punti si ridispongono per causa.
- 13/0827
- 14/0814
- 15/082
- 16/086
- 17/0824
- 18/083
- 19/0822
- menezio-school40
- sgpg-site12.8
- ai-usage-monitor12
- non attribuito33.2
- 12/087
- 13/0813
- 14/088
- 15/0817
- 16/0820
- 17/088
- 18/0827
- menezio-school53.5
- sgpg-site22
- istruzioni_sito15.5
- non attribuito9
98 punti su 100 per Codex, 100 su 100 per Claude Code. La domanda non è quanti: è quali lavori.
Python · SQLite · FastAPI · canvas · systemd · nessun servizio esterno
CSV append-only e due SQLite. La rate card è datata: ogni sessione è prezzata con le tariffe in vigore quel giorno, non con quelle di oggi, così ricalcolare il passato non lo riscrive. Nessun servizio esterno, nessuna telemetria in uscita: i titoli delle sessioni non lasciano la macchina, e la pagina sta dietro il login della console.
Se domani smetto di usarlo, i CSV restano leggibili con qualsiasi cosa apra una tabella.